CHIUSURA DEL CAFFÈ DEL TEATRO:
IL COMUNE: “DAL GESTORE
INADEMPIENZE SEMPRE PIÙ GRAVI”

caffè del teatroLECCO – Non ha riaperto con l’inizio del mese di maggio il Caffè del Teatro, storico bar annesso al Teatro della Società di piazza Garibaldi. Tanto il clamore per una decisione sofferta ma a detta dei gestori non più procrastinabile, e subito sono partiti gli attacchi della politica all’amministrazione cittadina, oltre che proprietaria della struttura, ritenuta responsabile di non aver fatto tutto il possibile per andare incontro all’attività in crisi.

La risposta non tarda ad arrivare. Eccola in versione integrale.

In relazione alle notizie apparse sui quotidiani locali in questi giorni e riguardanti l’esercizio commerciale di piazza Garibaldi, sito a fianco del Teatro della Società e affidato dal Comune di Lecco in locazione alla società MEG, è opportuno precisare quanto segue.

All’asta pubblica, bandita nel 2010 per la concessione dell’immobile, la società in questione non aveva partecipato, ma aveva successivamente liberamente deciso di esercitare il diritto di prelazione, pareggiando il quantum dell’unica offerta pervenuta allora al Comune.

All’epoca dei fatti le vicende legate al successivo trasferimento del tribunale erano già ampiamente note.

Fin da subito la società MEG ha avuto difficoltà nell’ottemperare ai pagamenti e inoltrato all’ente richieste di modifica delle condizioni economiche previste nel contratto appena sottoscritto.

Va ricordato che la relazione che intercorre tra il Comune di Lecco e una società non è assimilabile a un rapporto tra privati, nel quale le condizioni vengono liberamente rinegoziate: un ente pubblico, immediatamente all’indomani di un’asta, non può rivedere al ribasso un canone di locazione e comunque delle condizioni economiche previste con una gara pubblica, in quanto questo potrebbe comportare un illecito e presterebbe il fianco a ricorsi di altri soggetti potenzialmente interessati, con gravi conseguenze.

Alla tolleranza nei confronti delle inadempienze sempre più gravi della MEG il Comune di Lecco ha più volte proposto alla stessa la rescissione consensuale del contratto, che avrebbe consentito alla società una proroga provvisoria della gestione e all’ente di bandire un’indagine di mercato, finalizzata all’indizione di una nuova asta e al perfezionamento di un nuovo affidamento. Il tutto a fronte di una verifica comparativa del contesto attuale e di eventuali nuove condizioni economiche applicabili.

Virginio Brivio bis sindaco fascia 4Il commento del Sindaco di Lecco, Virginio Brivio: “È opportuno approfondire situazioni come quella in questione prima di fornire un quadro incompleto e fuorviante come quello emerso in questi giorni sulla questione MEG, da parte soprattutto dei commentatori politici della vicenda. L’attenzione esercitata dal Comune di Lecco nei confronti della società e la disponibilità manifestata intendevano facilitare il contraente e puntavano a creare delle condizioni in grado di dare continuità alla sua attività, nel rispetto tuttavia delle procedure di legge.

Mi risulta peraltro che nelle stesse condizioni si sia trovata anche la Provincia di Lecco, nella gestione della vicenda del Lavello di Calolziocorte, e che la stessa non avesse esitato a far procedere legalmente  la Fondazione Monastero del Lavello nei confronti della società, giungendo alla rescissione contrattuale e alla chiusura dell’attività, con il venir meno di un esercizio commerciale importante, anche di carattere recettivo. Interessante come sia sempre più facile individuare la pagliuzza nell’occhio altrui, piuttosto che la trave nel proprio“.

 

 

 

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