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QUELLE BORSE BURBERRY/ARMANI
SONO VERE O TAROCCATE?
ESPERTI IN AULA PER STABILIRLO

TRIBUNALE LECCOLECCO – Una vera e propria perizia in tempo reale: questa mattina il giudice Enrico Manzi ha convocato due esperti che potessero esprimere il proprio parere sulla merce sequestrata dagli uomini della Polizia stradale di Lecco durante un’operazione.

Proprio davanti alla corte in composizione monocratica, al Pm e all’avvocato della difesa due periti delle aziende Burberry e Giorgio Armani hanno potuto esaminare il corpo del reato, delle borse portate direttamente in aula dal sovrintendente Gianluca Biancone e dall’agente scelto Alessandro Ghirardini.

“La borsa riproduce in maniera identica tre marchi depositati di proprietà della Burberry – spiega il primo degli esperti –. La borsa risulta non originale per via della cerniera, che non è quella utilizzata dalla ditta, e dell’etichetta di pelle interna che non è conforme all’originale, però il prodotto può trarre in inganno il consumatore”.

“Lo stemma con marchio aquila AJ cucito sulla parte esterna di questa borsa con stampo in rilievo non è conforme allo standard originale – aggiunge il secondo perito – lo stesso vale per i bottoni e la stampa interna del marchio AJ/Armani Jeans. Inoltre mancano il cartellino con il certificato di autenticità e il bar code di riconoscimento”, anche in questo caso un acquirente potrebbe essere ingannato.

A luglio verranno sentiti gli altri esperti e le parti procederanno con la propria conclusione.

M. V.

 

 

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