BOOM DI HOME RESTAURANT:
ATTENZIONE ALL’OBBLIGO HACCP,
AUMENTANO I CONTROLLI

Home-Restaurant ristoranteQuello del Home Restaurant è un fenomeno in espansione che, nell’ultimo anno, tocca cifre record da una punta all’altra dello stivale. Si tratta di ‘ristoranti in casa’: un esperimento fatto negli Stati Uniti nel 2006, diffusosi poi anche in Europa.

Così, chi ama e sa cucinare bene mette al servizio degli altri le proprie capacità culinarie, oltre che i propri spazi domestici. Un’invenzione che piace soprattutto ai turisti ed ai villeggianti, che approfittano dell’ambiente informale per conoscere meglio le tradizioni enogastronomiche e culturali del territorio su cui si trovano.
Un nuovo modo per gli amanti della cucina di arrotondare lo stipendio o crearsi un business.

Dalle prime analisi, si stima che sono più di 10.000 i ‘Ristoranti in casa’ sorti finora su tutto il territorio nazionale, con un indotto netto medio di 5.000 euro all’anno. Potrà sembrare poco, ed effettivamente rappresenta solo il 0,065% dell’introito totale del settore della ristorazione; ma, considerati i numeri complessivi del settore di per sé molto alti in Italia, si tratta di una fetta di mercato destinata a crescere.
Per quanto riguarda la Lombardia, il numero di Home Restaurant avviati nel 2016 cresce del 15% rispetto al 2015, interessando specialmente le zone collinari e montane e quelle sul lago, mete di maggiore attrazione turistica.

La crescita esponenziale di ristoranti di questo tipo ha indotto anche il legislatore ad esprimersi in merito alla normativa cui attenersi per aprire un ristorante a casa propria.

La legge approvata alla Camera il 17 gennaio 2017, ancora in attesa di valutazione al Senato, ha incontrato il parere sfavorevole dell’Antitrust e di gran parte dei ristoratori radunati in associazioni di categoria che lamentano il timore concorrenza sleale. Ma si sa, il mercato libero fa della concorrenza il motore stesso dell’economia.

La legge provvede così a delimitare il campo e a stabilire parametri, caratteristiche, obblighi e requisiti per aprire e gestire un Home Restaurant.

Innanzitutto, gli elementi che distinguono la Home Food dai classici ristoranti consistono sia nell’occasionalità di aprire la propria casa ad amici, conoscenti e utenti qualsiasi, ospitandoli in modo saltuario, sia nel numero di ospiti che deve essere limitato.

Da questi parametri il legislatore deduce un tetto massimo di introiti che possono provenire dall’attività in questione, stabilita nella somma di 5.000 euro annui, ed il numero massimo di 500 coperti da poter mettere a disposizione dell’utenza.

Ovviamente, non deve mancare l’adempienza agli obblighi per l’analisi dei rischi ed il controllo dei punti critici tramite il Protocollo HACCP: principale scopo del legislatore è quello di tutelare la sanità collettiva e la sicurezza alimentare. Un Home Restaurant in regola deve provvedere a redigere il piano HACCP ed a rispettarne le prescrizioni, ai sensi del Regolamento CE n.852/2004.

Servono quindi sia il Piano o Manuale di Autocontrollo Haccp, insieme alla formazione di chi opera, tramite conseguimento dell’attestato Haccp che certifica le competenze in materie di igiene e sicurezza alimentare.

Attenzione ai controlli ed alle ispezioni sanitarie, una minaccia incombente da non sottovalutare.

Sono infatti già in aumento, specialmente nelle regioni del Nord Italia, le segnalazioni di multe e sanzioni per il mancato rispetto dei principi che garantiscono la sicurezza alimentare nelle attività di ristorazione nelle abitazioni private.

Altre indicazioni normative di non poco conto riguardano le modalità di pagamento e di prenotazione online, la SCIA o comunicazione al Comune di inizio dell’attività, la stipula di un contratto di assicurazione per copertura dei rischi e per la responsabilità civile verso terzi e la somministrazione di alimenti a km 0.

 

 

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