BIONE: E’ CORSA PER SALVARLO.
SI PUNTA AL PARTENARIATO
PUBBLICO-PRIVATO

Centro Sportivo BioneLECCO – Il Centro sportivo Bione aspetta una sistemazione, che difficilmente arriverà prima di un anno e mezzo. Giovedì sera è stata presentata in commissione la proposta del partenariato pubblico-privato. “In pratica si cercherà di far partecipare maggiormente una società privata per garantire la riqualificazione delle strutture – spiega Filippo Boscagli, capogruppo Ncd –. Resta da capire se esistono privati che vogliono investire, bisognerebbe spendere dai tre ai sette milioni per ristrutturarlo o rifarlo”. I tempi tecnici però non saranno per nulla brevi. “Per proseguire in questa strada serviranno mesi – spiega –, almeno un anno e mezzo, in cui il centro continuerà a decadere piano piano. Tranne alcuni ambiti in cui le cose vanno bene, come il nuoto, la palestra e il campo da rugby. Questa è la strada giusta da percorrere, ma ci sono troppi inconvenienti. Altrimenti l’unica soluzione potrebbe essere scorporare il centro, ma è proprio l’ultima spiaggia”.

centro sportivo bione cartelloIl partenariato è reso possibile dalla Regione. “Sono molto soddisfatto che il Bione sia stato scelto come progetto pilota dalla Regione Lombardia per sostenere questo percorso- spiega l’assessore regionale allo Sport Antonio Rossi –. Questa Amministrazione regionale si sta prodigando per essere al fianco dei cittadini e dei comuni, per superare la crisi economica nonostante i continui tagli del governo centrale, che colpiscono maggiormente le amministrazioni virtuose e non chi ha sprecato risorse pubbliche nel passato. Il sostegno al progetto, grazie al contributo di tecnici dell’Università Bocconi messi a disposizione da Regione Lombardia, in particolare dall’assessorato al Bilancio, rappresenta un nuovo modo di valutare le procedure per consentire in modo trasparente alla pubblica amministrazione di trovare sul mercato il migliore sostegno privato, che non faccia perdere di vista il ruolo sociale del centro sportivo e della sua modalità gestionale”.

Attualmente è la Sport Management a gestire il centro che lo scorso anno ha accolto circa 55mila persone. Considerato un vero e proprio biglietto da visita alla città, una delle più grandi strutture sportive della Lombardia è stata completamente dimenticata dal Comune. E ora si fa la corsa per salvarlo.

 

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