LECCO/PREVISTE 4.390 ASSUNZIONI
MA AZIENDE IN DIFFICOLTÀ
NEL REPERIRE SPECIALIZZATI

LECCO – Nel 3° trimestre 2018 le imprese della provincia di Lecco prevedono di effettuare 4.390 assunzioni: a cercare nuovo personale sarà il 21,9% delle aziende con almeno un dipendente. Nella nostra regione i nuovi posti di lavoro saranno oltre 210.000 e a livello nazionale supereranno quota 1 milione. Questi dati emergono dall’indagine Excelsior sulle previsioni di assunzione, svolta mensilmente dalle Camere di Commercio (per le imprese oltre 50 addetti) e da Infocamere tramite l’invio di questionari online e interviste telefoniche. L’indagine è coordinata a livello nazionale da Unioncamere, in accordo con l’Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro (ANPAL), il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. I dati raccolti sono a “scorrimento”: ogni mese vengono richieste alle aziende del territorio le previsioni occupazionali del trimestre successivo.

Nel trimestre luglio-settembre, il 35,5% delle assunzioni si concentrerà nel comparto industriale (1.560 nuovi contratti, di cui 500 riguarderanno le costruzioni) . Rispetto all’indagine di maggio (relativa al periodo giugno-agosto) sale la quota di nuovi ingressi nel terziario (dal 57,1% al 64,5%). In particolare, le nuove assunzioni previste saranno 670 nel commercio; 630 nel turismo; 1.530 negli altri servizi.

Sulle 1.570 assunzioni programmate dalle imprese lecchesi nel mese di luglio 2018, la quota con contratto a tempo indeterminato sale al 27% (a maggio era del 25,1%), percentuale superiore al dato nazionale (24%), ma inferiore al valore regionale (31%). Rispetto al mese precedente, scende la quota dei contratti di apprendistato (dal 9,1% al 7,2%; dato che si mantiene comunque superiore alla media lombarda e italiana, rispettivamente 5% e 6,1%), mentre sale la percentuale dei contratti a tempo determinato (dal 58% al 60,1%, dato che continua ad essere inferiore sia alla media regionale, pari al 61% e nazionale, del 66,8%). Anche a luglio, pur se in diminuzione, si conferma la tendenza delle imprese lecchesi a ricorrere alle altre forme contrattuali in misura superiore rispetto a quelle lombarde e italiane (la quota di Lecco passa dall’8% rilevato a giugno al 6% di luglio; Lombardia 3%; Italia 3,1%). Le assunzioni “stabili” si concentrano soprattutto nel comparto “servizi alle imprese” (33,8%) e nelle “costruzioni” (33,3%), mentre “turismo” e “commercio” sono i settori che ricorrono maggiormente al tempo determinato (rispettivamente 62,4% e 61,4%). Da segnalare anche il forte ricorso ad altre forme contrattuali nel turismo, anche se in calo (dal 24% di giugno al 18% di luglio).

Il 77,1% delle entrate programmate a luglio riguarda imprese con meno di 50 dipendenti; il 14% medie imprese; l’8,9% realtà imprenditoriali oltre 250 addetti .

Dopo il calo registrato a giugno, rimane stabile la quota di assunzioni riservate a figure “high skill” (dirigenti, specialisti e tecnici), che a luglio si è attestata al 18,1%; il valore rimane inferiore alla media regionale (22,2%), ma si conferma superiore a quella nazionale (16,3%). La nostra provincia rimane quarta in Lombardia, preceduta da Milano, Monza e Varese.

Prosegue il calo della quota di assunzioni destinate a personale laureato (dal 10,6% al 10,3%) ; la percentuale del nostro territorio rimane inferiore al dato medio regionale (14,2%, quota in crescita rispetto al 13,7% di giugno) e, per la prima volta, anche al dato nazionale (che registra un incremento dal 9,2% al 10,5%). Viceversa, aumenta (dal 66,5% al 70,6%) la quota delle assunzioni che riguarderà diplomati (33,8% diploma di scuola media superiore e 37,8% di istituto professionale); prosegue il calo della quota di assunzioni per cui le aziende richiedono semplicemente l’assolvimento dell’obbligo scolastico (dal 22,8% al 18,1%): in Lombardia solo le province di Milano, Bergamo, Brescia e Monza evidenziano valori inferiori a quello lecchese (15,2% il primo territorio e 17,2% gli altri tre). Tra i profili maggiormente richiesti dalle nostre imprese spiccano figure a media e bassa specializzazione: ai primi 3 posti troviamo “operai nelle attività metalmeccaniche ed elettromeccaniche” (240 nuove assunzioni), “cuochi, camerieri e altre professioni dei servizi turistici” (230 unità), “tecnici delle vendite, del marketing e della distribuzione commerciale” (90 persone).

Rispetto a giugno, cala la quota delle assunzioni programmate che interesserà giovani con meno di 29 anni (dal 40,4% al 37,3%); ciononostante il valore rimane superiore sia alla media regionale che a quella nazionale (rispettivamente 32,2% e 31,4%). Per alcune famiglie professionali la quota di “under 29” è particolarmente consistente: è il caso delle “aree commerciali e della vendita” (300 assunzioni, di cui il 54,2% di giovani) e dell’“area produzione di beni ed erogazione del servizio” (840 ingressi programmati, di cui il 34,9% giovani).

Altro focus dell’analisi concerne le figure professionali di difficile reperimento. Purtroppo il dato, dopo il calo di giugno, a luglio torna a salire (dal 25,6% al 30,1% delle assunzioni previste) e si mantiene superiore sia alla media regionale che a quella nazionale (attestate rispettivamente a 25,4% e a 24,3%); pertanto, le nostre imprese continuano a manifestare, in media, maggiori difficoltà a reperire personale specializzato. Il fenomeno è particolarmente sentito per determinate famiglie professionali: “area produzione di beni ed erogazioni del servizio” (30,4%, pari a 260 figure), “aree tecniche e della progettazione” (50%, pari a 90 unità) e “aree commerciali e della vendita” (22,2%, pari a 70 posizioni). In particolare, le difficoltà di reperimento riguardano ben il 46,9% dei 160 laureati ricercati dalle imprese lecchesi: le motivazioni addotte dalle stesse sono in primis la scarsa preparazione dei candidati (11,7%) e il ridotto numero (14,9%).

Tutte le tabelle e dettagli dell’analisi: N.I. Excelsior luglio-settembre 2018 def

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