ASSENTE PER MOTIVI RELIGIOSI.
LA SCELTA DIVIDE
IL MONDO SCOLASTICO

scuola esamiLECCO – Le assenze per motivi religiosi di Civate fanno pensare il mondo scolastico lecchese. Nei plessi lecchesi non si parla d’altro.

“Non avevo mai sentito una cosa del genere – spiega Giovanni Rossi, preside al liceo classico Alessandro Manzoni di Lecco –. So che ci sono accordi tra alcune scuole elementari pubbliche e le rispettive parrocchie per alcune iniziative. È vero che la scuola pubblica è laica, ma ci sono casi, per esempio la festa patronale, in cui gli istituti sono chiusi, ma questo perché l celebrazione oltre a essere religiosa è anche civile”. Rossi avrebbe agito diversamente. “Avrei cercato di coinvolgere gli organi collegiali della scuola, ovvero il collegio docenti e il consiglio d’istituto, che già decide il calendario scolastico. Il preside infatti è un dirigente che deve dare esecuzione di ciò che decidono queste assemblee, non ha chissà quali poteri. In questo caso si sarebbero potuti accordare le famiglie, il personale e gli insegnanti per attuare una soluzione di buon senso che consentisse sia la lezione sia la partecipazione al momento religioso di chi fosse interessato”.

ASSENTE PER MOTIVI RELIGIOSIDa anni, infatti, a Civate si tiene aperta la scuola, ma i ragazzi cattolici che partecipano al mercoledì delle ceneri saltano ore di lezione con la giustificazione. “Se si tratta di è una tradizione forse sarebbe meglio chiudere la scuola quel pomeriggio e, nel caso in cui sia possibile, magari recuperare le ore in un altro momento. Certo è che bisogna pensarla all’inizio dell’anno scolastico, non a ridosso dell’evento”.

Il provveditore Tiziano Secchi si era detto stupito appena ha saputo la notizia. “In 38 anni di lavoro nel mondo della scuola non ho mai sentito una cosa del genere. Nell’ambito dell’autonomia scolastica però è il dirigente scolastico che deve valutare queste iniziative e penso proprio che la preside si sia prodigata per trovare un accordo. Avrei cercato di concordare con il parroco  un momento in cui non c’è la scuola, così da non far perdere ore ai ragazzi, ma al contempo favorire la partecipazione di coloro che sono interessati al momento religioso”.

Nemmeno a Walter Valsecchi, dirigente scolastico dell’istituto Fiocchi di Lecco, era mai capitata una situazione simile. “Penso però che le tradizioni vadano rispettate. Per esempio nel mio plesso è stato realizzato il presepe e l’albero di Natale sotto le feste, appunto perché le celebrazioni sono importanti. Poi in casi come questi c’è chi ha la bacchetta magica, come il provveditore, e chi no, come il sottoscritto”.

 

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