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AMIANTO SBRICIOLATO IN LEUCI?
UNA BOMBA ECOLOGICA
NEL CUORE DEL CAPOLUOGO

leuci dittaLECCO – “Una bomba ecologica nel cuore della città“. Questo, secondo quanto emerso dal consiglio comunale di Lecco, sarebbe il pericolo rappresentato dallo stabile in stato di abbandono dove aveva sede la storica fabbrica Leuci, nel quale ci sarebbero delle vaste coperture in amianto in parte danneggiate.

La questione è stata posta dal grillino Massimo Riva: “L’area della Leuci è inutilizzata da ormai diversi anni e pone dei problemi di decoro oltre che di carattere sanitario. Ci sono delle coperture in pessimo stato, di cui non si conosce la natura, che si staccano. Inoltre lo stato di abbandono in cui versano gli spazi permette a chiunque di accedervi. Chiedo la cronistoria delle segnalazioni dei cittadini che vivono nella zona, dell’Ats e delle comunicazioni tra amministrazione e proprietà”.

Virginio Brivio bis sindaco fascia

È il sindaco Virginio Brivio a ricostruire tutti i passaggi, compreso quello in cui, da una verifica degli uffici comunali eseguita a seguito di due esposti da parte dei cittadini, presentati a maggio e a luglio del 2016, è emerso che nell’area risultano censite due coperture in amianto, entrambe danneggiate per più del dieci per cento.

Gli stessi uffici lo scorso settembre hanno chiesto a Leuci Spa di trasmettere lo stato di valutazione della conservazione delle coperture, sollecitando la richiesta a novembre. Non avendo avuto mai riscontro il comune a gennaio ha attivato l’Ats per procedere d’ufficio con la valutazione, programmando un sopralluogo per il dieci di aprile. Pochi giorni prima però la società avrebbe informato che il sito è inagibile ed è necessario che venga messo in sicurezza prima di procedere con il sopralluogo. Nel corso di questo mese il comune ha chiesto da un lato alla Leuci Spa di dare conto degli accorgimenti presi per mettere in sicurezza l’area e dall’altro all’Ats di fissare un nuovo incontro.

“L’area – conclude il primo cittadino – non è stata oggetto di valutazioni ambientali o altri tipi di indagini, eventuali provvedimenti saranno presi in base agli esiti del sopralluogo”. “Sono allarmato – risponde Massimo Riva – c’è un rischio per la salute pubblica e dopo un anno siamo ancora qui a scambiare carte bollate. Bisogna agire per tutelare la salute pubblica, quell’area va messa in sicurezza”.

 

 

 

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