AL VIA “OTTOCENTO LOMBARDO”:
DA HAYEZ A SEGANTINI
IN OLTRE CINQUANTA OPERE

LECCO – Con l’arrivo dell’autunno Palazzo delle Paure apre le porte alla grande pittura con una mostra fortemente legata al territorio: da oggi fino al 20 gennaio, le sale di Palazzo delle Paure a Lecco si apriranno per accogliere le suggestioni della pittura lombarda dell’Ottocento. La rassegna, dal titolo Ottocento lombardo, – curata da Simona Bartolena, col patrocinio del Comune di Lecco, prodotta e realizzata ViDi-Visit Different – propone un viaggio esplorativo nella pittura e, più in generale, nella cultura della Lombardia del XIX secolo, attraverso oltre cinquanta opere, tra dipinti e disegni dei principali protagonisti dell’Ottocento lombardo: da Hayez alPiccio, da Faruffini a Cremona, da Medardo Rosso a Segantini.

All’interno della mostra è presente un omaggio ad Alessandro Manzoni, dal quale partel’esposizione che racconta l’Ottocento con tutte le sue declinazioni artistiche, dal romanticismo alla Scapigliatura, dal naturalismo al divisionismo.

Il percorso espositivo è organizzato per aree tematiche: si comincia con la stagione Romantica, in cui primeggia la figura di Francesco Hayez, maestro e modello di intere generazioni di pittori a lui contemporanei, quali Massimo d’Azeglio e Giuseppe Molteni. Una sezione a sé stante sarà dedicata ai vedutisti e ai “prospettici” della prima metà del secolo (da Migliara a Canella a Bisi), con i loro scorci cittadini che raccontano la Milano del tempo, in scenette di vita quotidiana che offrono uno sguardo prezioso anche sull’urbanistica e sulla società di allora.

Il percorso passa poi al periodo delle Guerre d’Indipendenza, con opere dedicate alle tematiche risorgimentali, intese sia come celebrazione dei protagonisti, sia come racconto intimo e quotidiano. Particolare attenzione verrà data alla ricerca di Gerolamo e Domenico Induno, grandi interpreti del tema risorgimentale ma noti anche per le loro scene di genere, che narrano la vita delle classi meno abbienti, interpretando magistralmente un modello pittorico che ebbe poi ampia fortuna.

La personalità, visionaria e unica, di Giovanni Carnovali detto il Piccio e quella di un artista a lui molto vicino, Giacomo Trecourt, professore all’Accademia di Pavia, introducono al sensibile cambio di rotta della seconda metà del secolo. Con la Scapigliatura ci si muove nella seconda metà del secolo, periodo nel quale in Lombardia raccoglie grande fortuna anche il genere del paesaggio. Gli ultimi decenni dell’Ottocento vedono la nascita di molte tele che raccontano le campagne brianzole, le vette alpine e le suggestive acque dei laghi. Un’intera sala sarà riservata all’evoluzione di questa tematica, dal paesaggio di matrice romantica alle versioni più vicine al vero, che rivelano a tratti atmosfere impressioniste, degli artisti di fine secolo.

Nell’ambito del naturalismo di fine secolo non mancano opere di artisti quali Carcano, Gignous, Gola, Mosé Bianchi, Pompeo Mariani, Tallone e altri. L’ultimo quarto di secolo vede anche sorgere un nuovo interesse per il sociale, indagato non più come scena di genere ma con volontà di denuncia, come manifesto di una nuova mentalità. Nasce la pittura del verismo sociale, che in Lombardia conobbe una stagione importante e consistente. E nasce il Divisionismo, tecnica pittorica che si espresse con risultati eccellenti sia sul tema sociale che sul versante simbolista. La mostra si ferma alle soglie della grande stagione divisionista, con una selezione di opere di quelli che saranno negli anni successivi i grandi esponenti del movimento: da Segantini a Previati a Longoni.

 

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