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A RANCIO C’È ‘ROSABOSCO’,
L’ASILO DEI BAMBINI “LIBERI,
COMPETENTI E ARTEFICI”

Rosabosco (2)LECCO - Incastonata tra le ultime case del rione di Rancio al limitare del monte san Martino, la scuola d’infanzia Mazzucconi-Rosabosco ha integrato nel suo progetto pedagogico la vicinanza con la natura incontaminata. “Abbiamo deciso di dare spazio alla necessità dei bambini di stare all’aperto, un bisogno che è vitale”- spiega la coordinatrice Manuela Bianchin. Le uscite, passeggiate nel bosco, nel territorio, nel vicino campo oratoriale, sono all’ordine del giorno.

Manuela BianchinTutto parte da lontano al piccolo nido Carsana, con un lavoro corale assieme alle sei educatrici Monica, Serena, Tanja, Giulia, Gloria, Melissa e ancora Monica, all’interno del piccolo nido Carsana nella fascia d’età 0-6. Osservando i piccoli ospiti il team ha notato due elementi importanti: il bisogno di attività libere e nel contempo l’innata capacità di autodeterminarsi.
A partire da ciò, a poco a poco, sono state messe a fuoco attività intorno all’idea di “bambino capace, competente ed artefice”.

Rosabosco (13)“Viviamo una fase in cui si è perso il valore del tempo libero nell’infanzia, – osserva Bianchin – ai bambini spesso si propongono esperienze buone ma sempre molto regolamentate, condotte dagli adulti. Come se avessimo paura del non fare, del tempo del pensiero o addirittura dell’ozio”. Invece il gioco spontaneo “è una necessità fondamentale di crescita”. Per questo motivo i bimbi dell’asilo di Rancio trascorrono molte ore in libertà in cortile: “L’aspetto relazionale tra loro è meno conflittuale, perché imparano a mediare”. Certamente le maestre indirizzano e accompagnano.

Rosabosco mulatieraApprofittando della vicinanza di prati e alberi a tiro di mulattiera, che parte a pochi metri dall’asilo, vengono suggerite attività che portano a sperimentare la natura.

Di queste escursioni strutturate c’è ampia testimonianza sui muri della sezione 3-6 anni.
Vi sono appesi i libretti sensoriali autoprodotti dai bambini, ogni pagina descrive un incontro nel bosco: le foglie, i sassi, le erbe e tutta la ricchezza che in ogni stagione la natura crea. Vicino, le foto dei percorsi sensoriali: a piedi nudi sulla terra, sull’erba.

Rosabosco (31)E la scoperta dell’interazione con l’esterno: il piccolo fuoco acceso dagli adulti durante la passeggiata che ha prodotto i rametti carbonizzati con i quali si può disegnare, il ricalco su fogli delle cortecce appoggiandosi agli alberi e grattando con i pastelli…

Rosabosco (23)Questi bambini fortunati godono di spazi ampi, ricchi di materiali ordinati, una cuoca lavora esclusivamente per loro (la cucina è direttamente nella struttura) e quando escono si possono muovere all’interno di due cortili. Nelle ripetute gite fuori dall’asilo passano nei caratteristici vicoli di Rancio alta e da uno spiazzo da cui si ammira tutta Lecco prima di addentrarsi tra gli alberi e i prati, dove possono incontrare anche cavalli e asinelli.

Al nido, i più piccoli usufruiscono di percorsi educativi diversi, più adatti alla loro età. Sono molti i giochi euristici, scatole di componenti omogenei con cui fare esperienza delle diverse forme e consistenze.

Rosabosco (16)Oggetti di recupero da riutilizzare nel gioco, ne è un esempio un grosso tubo semi trasparente di grande attrazione per i bimbi: inserire spontaneamente le palline lasciate un poco lontano, per poi aspettarne l’uscita dall’altra parte è uno spasso che richiede intensa attenzione. E poi i sacchi dei travestimenti e tantissime proposte da toccare e da portare in bocca, il primo organo di conoscenza nella primissima infanzia.

Rosabosco (18)Il tempo al nido è scandito con regolarità, la scansione è ogni giorno uguale, pur variando le attività: “La ritualità rafforza la sicurezza dei bambini e li aiuta ad orientarsi. Sanno cosa aspettarsi: dopo la passeggiata ci si lava le mani, dopo il lavaggio c’è il cambio del pannolino, poi il pranzo. Anche se non al minuto preciso, hanno cognizione del momento in cui stanno per arrivare i genitori” racconta Monica, una delle educatrici.

È una piccola presa di coscienza.“Insegniamo ad appropriarsi del loro mondo”, dice ancora Bianchin. E per farlo questo gruppo di pedagogiste ha raccolto, integrato e attualizzato dentro al progetto (che pubblichiamo in calce) le esperienze di nordica concezione dell’asilo nel bosco con i principi della migliore tradizione pedagogica europea. Un osservatore esterno vi può intravedere tracce dell’insegnamento delle sorelle Agazzi, un po’ di Montessori e in qualche modo Steiner, certamente Goldschmied, fili intrecciati in una nuova e moderna tela dotata di propria specifica identità.

giorgio-redaelliQuesta Scuola, come spiega il presidente Giorgio Redaelli è espressione della comunità di Rancio. “Non potremmo offrire tutto ciò senza l’aiuto concreto dei volontari, che danno un indispensabile supporto”. Redaelli si riferisce a tutte le persone e associazioni che a vario titolo affiancano la realtà partecipando attivamente alla sua gestione.
Non sorprenda questa forte relazione della struttura con il suo territorio, l’asilo infatti esiste da quasi cent’anni e per la parte 0-3 – come detto – è il risultato della esperienza decennale maturata con la gestione del piccolonido Carsana, ora chiuso in seguito alle note vicende dell’omonima impresa di costruzioni.

Ieri, domenica, la scuola dell’infanzia Mazzucconi-Rosabosco ha aperto le porte alla comunità e alle famiglie, durante una affollatissima mattinata informale.

A prendere contatto con questa realtà innovativa sono passati pure l’assessore all’istruzione e formazione del Comune di Lecco Salvatore Rizzolino e il sindaco Virginio Brivio, entrambi in forma privata.

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