A LECCO SATIRA E ANARCHIA
IN UNA MOSTRA DEDICATA ALLE VITTIME DI CHARLIE HEBDO

RELATORILECCO – Presentata la mostra “Disegno e dinamite: le riviste illustrate tra satira e denuncia”, che sarà inaugurata a Palazzo delle Paure a Lecco il 28 febbraio. Conterrà opere grafiche originali, litografie e stampe di alcuni tra i più importanti autori europei di fine ottocento e inizio novecento: da Manet a Pizzarro, da Signac a Scalfarini. Tutto questo è stato possibile grazie alla collaborazione internazionale tra il Comune di Lecco e il museo artistico di Mendrisio, grazie alla mediazione di Chiara Gatti.

“Questa apertura con il Canton Ticino ci consente di fare cose che da soli non potremmo fare” dice Michele Tavola, assessore comunale alla Cultura. “Il Comune di Lecco desidera dedicare la mostra sulla satira e sull’anarchia alle vittime di Charlie Hebdo, e a tutti coloro che sono morti per difendere la libertà di espressione”.

Oltre all’assessore, che ha presentato l’evento, sono intervenute anche Giovanna Esposito, direttore del settore Educazione, cultura e sport del Comune di Lecco, e la curatrice della mostra Chiara Gatti, .

Secondo Esposito il vero motivo d’interesse è il pensiero anarchico, che ancor oggi è motivo di scontro dialettico. Ha proseguito sottolineando che nel nostro territorio non c’è una lunga tradizione di anarchismo, tranne alcuni liberi pensatori caratteristici, anche se, in realtà, non è mai stata effettuata una ricerca sistematica vera e propria.

L’intervento della dottoressa Gatti invece si è concentrato più sulla mostra nel dettaglio, spiegando che il progetto di collaborazione internazionale su questo tema era già nel cassetto grazie alla Fondazione Svizzera per la cultura Pro Elvetia, e che si è colta l’occasione di Expo per aprire la mostra.

“Il capitolo più tagliente” ci dice Chiara Gatti “è quello dedicato alla satira di fine ottocento e di inizio novecento, attraverso prestiti che arrivano dai più importanti musei francesi, in prima fila il Musée d’Orsay di Parigi, ma anche da collezioni private italiane: ne è un esempio il Fondo de Micheli, in cui sono conservate le opere di Scalfarini”.

> Per maggiori informazioni e dettagli sulla mostra: il volantino

A. G.

 

 

 

 

Pubblicato in: Cultura, Città, News

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