835MILA EURO A VILLA MANZONI
PER RESTAURO AMBIENTI
E NUOVO MUSEO LINGUA ITALIANA

VILLA MANZONILECCO – Può Lecco diventare un vero polo di attrattiva turistica? E Villa Manzoni riuscirà ad essere parte attiva di questo cambiamento? 

I 170 anni dall’elevazione di Lecco da borgo a città sono anche l’occasione per fare una valutazione su Lecco come attrattiva turistica e, nello specifico, sui progetti di ristrutturazione di Villa Manzoni.

Tramite un finanziamento di 455.000 euro da parte del Ministero dei Beni culturali, è previsto un progetto di ampliamento e riqualificazione del piano terreno del Polo Museale e in particolare del Museo Manzoniano. Il restauro prevede interventi di ampliamento e  strutturali volti al recupero degli apparati decorativi interni e alla messa a norma degli impianti nelle sale espositive, preliminari alla riqualificazione integrale del bene architettonico e museologico.

Conclusi questi lavori, si procederà al riallestimento delle sale espositive, della biglietteria e degli spazi di accoglienza al pubblico grazie al finanziamento da 380.000 euro di un bando di Fondazione Cariplo promosso dall’assessorato alla cultura del Comune di Lecco per il progetto “Villa Manzoni”. Entrambi i progetti di recupero sono volti all’integrazione reciproca per realizzare ambienti funzionali, corredati da un’ostensione dei più significativi beni delle collezioni manzoniane e da un apparato multimediale.

All’interno del progetto si colloca anche la realizzazione del Museo della Lingua Italiana nelle ultime due sale del percorso espositivo: “Fondazione Treccani cultura fornirà i contenuti multimediali necessari alla creazione di questo museo”, spiega Mario Romano Negri, coordinatore della commissione Arte e Cultura di Fondazione Cariplo e presidente di Treccani Cultura.

Luca Rinaldi

Nel 2015 si sono conclusi i lavori di messa a norma di alcune ali della villa, il consolidamento di alcune arcate, il rifacimento di solette e pavimentazioni, sotto il controllo della soprintendenza.

“Lecco deve chiedersi se può dare servizi all’attività culturale – commenta Luca Rinaldi, della soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio – il patrimonio lecchese e la fascia pedemontana lombarda possono offrire diverse opportunità ad un turismo di tipo colto, tramite beni recuperati e fruibili ed è necessario un salto di qualità delle imprese turistiche”.

Se Villa Manzoni è stata oggetto di visite prettamente scolastiche, l’auspicio è che possa diventare un’attrattiva anche per un turismo adulto e generalizzato, aprendosi anche a chi arriva a Lecco per motivi sportivi o paesaggistici e scopre anche il patrimonio culturale.

L.L.

 

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