IMMAGIMONDO EDIZIONE 2018
INAUGURAZIONE A LECCO
CON LE MIGRAZIONI AMBIENTALI

LECCO – Come ogni settembre torna a Lecco l’appuntamento con Immagimondo, la tradizionale kermesse culturale dedicata a “viaggi, luoghi e culture” e organizzata dall’associazione Les Cultures.

È stato proprio il presidente dell’Associazione Giorgio Redaelli a fare gli onori di casa in occasione dell’inaugurazione della mostra fotografica “Migranti ambientali – L’ultima illusione” di Alessandro Grassani alla Torre Viscontea.

L’esposizione costituisce il primo appuntamento con Immagimondo, che vivrà il suo clou nel weekend del 28-30 settembre con gli espositori, conferenze e racconti di viaggio da tutto il mondo.

““Quest’anno abbiamo deciso di aprire con un lavoro realizzato da Alessandro Grassani tra il 2012 e il 2016 in quattro Paesi, un reportage fotografico di grande rilevanza sociale, politica e ambientale, tanto da essere stato esposto all’ONU” – spiega Redaelli, che ha ringraziato come sempre il Sistema Museale per la messa a disposizione degli spazi della Torre viscontea – “Il tema affrontato è quello delle migrazioni ambientali, un fenomeno importante che non può essere affrontato superficialmente e che incarna ottimamente i valori fondanti su cui nasce la nostra associazione”.

Gli scatti realizzati da Grassani, fotoreporter che ha collaborato con testate prestigiose come il New York Times, raffigurano individui le cui vite sono state sconvolte e rivoluzionate da eventi naturali di ampia portata: dalla desertificazione e la siccità delle regioni al confine tra Kenya e Etiopia, all’avanzare dei ghiacci in Mongolia, alle alluvioni e ai cicloni collegati all’innalzamento del livello del mare in Bangladesh e a Haiti.

“Ciò che Grassani fa” – spiega la professoressa Laura Polo d’Ambrosio che faceva le veci del reporter in questa occasione – “è testimoniare la realtà con il suo occhio da giornalista. Il fascino e la bellezza degli scenari raffigurati si unisce alla drammaticità del fattore umano dominato e sopraffatto da una natura tutt’altro che benevola”. L’artista rappresenta un problema di rilevanza globale come il cambiamento climatico attraverso frammenti di vita di singoli individui. Non profughi o migranti economici, ma migranti ambientali. Nel 2050 saranno 250 milioni di persone costrette ad abbandonare i luoghi d’origine a causa dell’improduttività della terra e della moria di bestiame e a rincorrere la loro ultima illusione: la fuga verso le città nella speranza di una vita migliore, che spesso si infrange contro le barriere delle baraccopoli e dell’esclusione sociale.

“È importante che di fronte a queste foto ci sentiamo chiamati in causa a immaginare un mondo e un futuro diverso in cui ci sia spazio per tutti per una vita dignitosa. Per questo invito tutti a non limitarsi a passare in rassegna le immagini una dopo l’altra, ma di soffermarsi piuttosto su una e di portarsela davvero a casa, insieme alla volontà di reinventare gli spazi per il futuro del pianeta e dei suoi abitanti” ha sottolineato ancora la professoressa d’Ambrosio.

“I cambiamenti climatici sono un fenomeno che ci riguarda tutti da vicino, soprattutto nella loro dimensione più distruttiva e devastante”, ha ricordato il sindaco Virginio Brivio, “per questo motivo mi auguro che questi scatti ci portino quantomeno a una riflessione e a sospendere i giudizi spesso frettolosi e superficiali sulle ragioni che sono alla base degli spostamenti dei popoli sul nostro Pianeta”.

La mostra rimarrà aperta fino al 30 settembre con la possibilità nelle ultime due giornate di usufruire alle 16.30 delle visite guidate a cura degli studenti del Liceo Manzoni, che hanno dato il loro contributo nell’allestimento.

Fabio Ripamonti

 

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