FESTA DEL TRICOLORE:
MEMORIA E IDENTITÀ
A PALAZZO BELGIOJOSO

LECCO – “La Festa del tricolore ormai è una festa del Museo storico, perché qui si racconta e custodiscono la memoria e l’identità, anche quella nazionale”: introduce così l’evento Mauro Rossetto, direttore del Sistema Museale cittadino. La Festa, istituita per ricordare la nascita della bandiera nazionale, quest’anno si collega con la memoria del 9 luglio 1859, anno in cui Lecco acquisì definitivamente lo status di Città che le era già stato conferito con Decreto del Governo provvisorio della Lombardia il 22 giugno del 1848.

Come ricorda il presidente di Assoarma, Filippo di Lelio, il Tricolore appare per la prima volta il 14 settembre 1794, nella veste di coccarda dei patrioti di una sommossa a Bologna. Adottato per la prima volta nel 1797 come vessillo della Repubblica Cispadana, secondo il Prefetto Liliana Baccari il Tricolore è “un simbolo sempre moderno, l’insegna di un popolo che desidera diventare una comunità unita”. Citando a più riprese il discorso di inizio anno del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il prefetto conclude: “La bandiera è l’impegno a rispettare i valori della Costituzione che essa rappresenta, cioè i diritti fondamentali e i doveri inderogabili dei cittadini. La bandiera allora impedisce che possano rinascere forme di violenza che l’Italia ha già vissuto e vinto, grazie ai principi di solidarietà umana, coesione sociale e unità nazionale”.

Il sindaco Virginio Brivio sottolinea invece il legame tra le vicende della città di Lecco e quelle della nazione: “La bandiera è qualcosa che coinvolge le generazioni e che rimanda a tre caratteristiche, che sono quelle che hanno portato Lecco a diventare Città”. Queste caratteristiche sono: “Il patriottismo, cioè il sentirsi parte delle vicende del nostro Paese, indipendentemente da dove accadono; l’intraprendenza, cioè il fatto che ognuno porta il suo contributo, e non dà per scontato che quello che c’era prima ci sarà anche dopo; la cultura e quindi per Lecco l’opera di Manzoni, che a suo modo è una bandiera linguistica”.

I. N.

 

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