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DA LONDRA A ISTANBUL
SUI FIUMI D’EUROPA
“IL VIAGGIO DIFFERENTE”

redaelli paolo muran immagimondoLECCO – Acqua ancora al centro dell’edizione 2015 di Immagimondo che ieri sera alle 21.00 al Politecnico di Lecco ha proposto il film “Man on the river”: la storia documentata di un uomo che ha deciso di attraversare l’Europa con la sua barca a remi. A introdurre questo peculiarissimo viaggio il regista Paolo Muran che così racconta il protagonista della storia: “Giacomo De Stefano è un architetto di Asti, che poi si è trasferito a Venezia dove si è innamorato dell’acqua e dove ha concepito questo progetto: unire Londra e Istanbul con una barca, remando o veleggiando lungo i fiumi del continente”.

L’obiettivo non era certo stabilire dei record: questo viaggio è cominciato nel 2010 ed è finito tre anni dopo. L’equipe ha infatti potuto navigare solo nel periodo estivo e lo stesso protagonista poco dopo la partenza da Londra si è ammalato seriamente ed è stato costretto a tornare in Italia per curarsi, potendo riprendere il suo viaggio – contro il parare dei medici – solo dopo diversi mesi di ricovero.

“In questi 106 minuti di film abbiamo voluto raccontare un viaggio del viaggiare differente – continua il regista – un viaggio sul senso del viaggiare, dell’andare verso un altrove, non necessariamente localizzato geograficamente”. Un viaggio insomma in cui ciò che conta è lo stesso viaggiare: un viaggiare lento, all’insegna del rispetto della natura e degli incontri che altrimenti verrebbero persi.

ManOnTheRiver21“La barca ‘Clodia’ è stata costruita nel 2009 sotto la sorveglianza stretta di Giacomo, che ha voluto che il legno fosse riciclato e il punto di partenza non è stato casuale: il Tamigi è un simbolo, un fiume che con tanto lavoro è stato riportato in buono stato dopo anni e anni di degrado” conclude Murano prima di spegnere le luci e accendere il proiettore.

Il docufilm che il numero pubblico può osservare è lento, scandito da citazioni di personaggi famosi, dai pensieri di Giacomo De Stefano e dai luoghi e le persone che con questa piccola imbarcazione vengono messi in contatto. Da Jonny Green, manager dei Clash a Londra, alla donna che ha trovato il suo equilibrio sulla barca dove vive, ancorata lungo il Tamigi.

Dopo l’interruzione di un anno (da marzo 2010 a marzo 2011) per le condizioni di salute del protagonista il viaggio riprende: con Clodia attraversano il canale della Manica e passano attraverso Liaison Grand Gabarit, il Canal de l’Oise a l’Aisne dove incontrano il battello culturale: un’imbarcazione a motore trasformata da un giovane artista in studio di registrazione e sala per concerti, con l’idea di portare la sua musica e la cultura in giro per l’Europa. Il viaggio prosegue attraverso il Reno fino a Strasburgo, per poi prendere il Meno e arrivare fino al nord della Germania dove un uomo mostra a Giacomo quanto l’industrializzazione e la cementificazione abbiano sottratto alla natura, “mio padre in confronto a me viveva in paradiso” afferma il tedesco.

pubblico:immagimondo

Attraverso il Canale Europa, che allaccia Meno e Danubio dal 1932 semplificando i commerci e gli scambi tra est e ovest, Mare del Nord e Mar Mero, comincia la parte più lunga del viaggio: quella lungo il Danubio. A pochi chilometri da Budapest la navigazione si interrompe di nuovo, le barche vengono armeggiate e si torna in Italia a svernare, per poi riprendere nella primavera del 2012. Una nuova natura e dei nuovi incontri: dall’uomo che vive nella foresta e lì trova tutto quello che serve, agli imprenditori rumeni fino ad arrivare al Mar Nero, impraticabile con Clodia.

Giacomo e i suoi fanno l’autostop e vengono accompagnati fino all’imbocco del Bosforo dove tornano a bordo della loro barca, per entrare ad Istanbul remando. Istanbul sono solo luci, musica e volti, il film si ferma qui, come a voler sottolineare una grande massima: quello che conta quando si viaggia non è il punto di arrivo ma il viaggio stesso. Chi pensa che si tratti solo di retorica, dovrebbe andarsi a vedere “Man on the river”.

Manuela Valsecchi

 

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