CLAMOROSO, UN TERZO P.M.
PER IL PONTE DI ANNONE.
TANTI FASCICOLI DA ASSEGNARE
DOPO TRE TRASFERIMENTI

LECCO – Tre magistrati via da Lecco, tutti in un solo colpo, e palazzo di giustizia si scopre “vuoto“. Questa mattina, lunedì 1 ottobre, in corso Promessi Sposi quasi non ci sono state udienze; sullo sfondo c’è il “turn over” delle toghe: ben tre hanno lasciato la città manzoniana, creando altrettanti “buchi” certamente in via di riempimento ma pur sempre ricchi di conseguenze pratiche.

Hanno infatti salutato Procura e tribunale, nei giorni scorsi, il giudice Massimo Mercaldo dell’ufficio dei Gip e Gup (ora a Como), Irene Paola Calastri del Civile, volata a Sassari, e la PM Cinzia Citterio, diretta a Monza. Da sottolineare come quest’ultima fosse titolare dell’inchiesta sul tragico crollo del ponte di Annone sulla 36 – evento che tra poche settimane “celebrerà” (si fa per dire) il secondo compleanno, essendo avvenuto il 28 ottobre 2016.

Ma di Pubblici Ministeri, quello scottante fascicolo ne ha già visti ben due: di turno quel drammatico giorno di due anni fa c’era infatti Nicola Preteroti, [nella foto a sinistra col Procuratore Capo Chiappani], che avviò dunque le indagini, successivamente trasferendosi però alla Procura di Bergamo.

I faldoni del caso, con annessi i primi tre indagati, passarono quindi alla collega Citterio – che allargò la platea dei potenziali imputati in una vicenda che, come noto, registrò purtroppo anche la morte di una persona accanto ai danni puramente materiali e alle conseguenze pratiche tutt’ora ben note ad automobilisti e imprese.

Claudio Bertini, la vittima

E ora, rispettando il famoso “non c’è due senza tre”, l’inchiesta verrà affidata ad un terzo PM. Che naturalmente dovrà prendersi il carico di leggere, analizzare e comprendere centinaia di documenti, perizie, testimonianze al centro di un caso estremamente ingarbugliato anche perché “tecnico”.

Ma Annone è la punta dell’iceberg, l’indagine “top” per l’opinione pubblica eppure solo una delle tante che andranno riprese in mano da nuovi magistrati. In un tourbillon certamente legittimo però non troppo piacevole, collegato strettamente ai famosi tempi della giustizia italiana – una delle peculiarità che rendono il nostro Paese così difficile da comprendere per chi lo osserva da fuori.

E non solo da lì.

RedCro

Festa di addio ai magistrati in partenza: Citterio, Mercaldo e Calastri

 

 

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