CARCERE INVECE DEI DOMICILIARI
LA DIFESA VINCE LA CAUSA
PER INGIUSTA DETENZIONE

LECCO – Avrebbero dovuto scontare la propria pena agli arresti domiciliari, invece sono rimasti in carcere e ora la difesa chiede il risarcimento al Tribunale per ingiusta detenzione. Protagonisti della vicenda due giovani uomini di origine marocchina, Ahmed Sidali, 28 anni e Tarik Ezzaoudui, 27 anni, finiti in carcere – ad Alessandria il primo e a Busto Arsizio il secondo – per spaccio nei boschi tra Molteno e Bosisio Parini, condannati nel marzo scorso a tre anni e quattro mesi.

Tuttavia una sentenza della Cassazione del 7 marzo scorso ha previsto che fino a una pena di quattro anni questa non venga più scontata in carcere, ma ai domiciliari o con la misura alternativa. L’avvocata dei due giovani, Elisa Sarti, già nell’udienza di marzo aveva fatto presente al Gip che doveva essere applicata ai suoi assistiti la misura alternativa, invece la decisione è stata quella del carcere. Sarti ha allora avanzato istanza nuovamente al Gip, Paolo Salvatore, il 4 aprile scorso, che, però, l’ha rifiutata.

Dopo questo primo rigetto l’avvocata ha presentato un nuova istanza alla Procura Generale della Cassazione che lo scorso 11 ottobre, su richiesta del sostituto procuratore Giovanni Di Leo, l’ha finalmente accolta, disponendo l’inefficacia del provvedimento di incarcerazione. Ieri l’udienza davanti al Gip di Lecco, Paolo Salvatore, ha posto fine alla vicenda e scarcerato i due uomini, disponendo i domiciliari.

 

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