70° DEL VOTO ALLE DONNE
LA MOSTRA A PALAZZO BOVARA

mostra suffragio femminile palazzo bovara (10)LECCO – C’è un giorno dimenticato dalla storia, il 10 marzo 1946, esattamente 70 anni fa le donne italiane si misero in fila per votare alle elezioni amministrative che avrebbero nominato i futuri sindaci, successivi al ventennio fascista. Quel giorno va ricordato e la mostra che da oggi al 22 maggio verrà allestita a Palazzo Bovara dal titolo “Suffragio femminile” ne allevierà il peso storico, grazie al contributo dell’Unione Femminile Nazionale e della Soroptimist Lecco.

Una platea tutta al femminile per assistere alla presentazione dell’esposizione che, come ha sottolineato il vicesindaco Francesca Bonacina, “racconta il bisogno di essere donne e l’obbligo di fare memoria”. La mostra si inserisce in un programma legato all’emancipazione femminile, già cominciato con il progetto del Panathlon, spiega l’assessore Simona Piazza, in quel caso abbiamo preso visione dell’indipendenza delle donne nella pratica sportiva.

mostra suffragio femminile palazzo bovara (11)“Davanti a questo bellissimo pubblico in rosa, non posso che pensare a quanto sia importante espatriare nel mondo maschile – continua l’assessore Piazza – il mio obiettivo è quello che far conoscere il diverso, non il differente. Occorre stimare le caratteristiche delle diversità e farle entrare in dialogo, mentre il differente ne è un’accezione negativa”.

Anna Orani, presidente Soroptimist Lecco, si è da sempre battuta per l’idea di “invest in education”, per cui l’educazione e l’istruzione sono il primo step per l’emancipazione. “La forza delle donne è inesauribile – continua Orani – e i 147 club di Soroptimist in tutta Italia ne sono una prova!”.

La battaglia per l’indipendenza femminile non è sorta 70 anni fa, ma parte con l’Unione Femminile già dal 1899, spiega la vicepresidente Concetta Brigadeci, “dopo i moti di insurrezione del 1898 del generale Bava Beccaris, è nata l’Unione, con l’intento di battersi per i diritti degli indifesi, dai carcerati alle donne. Di fatto, i progressi portati a casa in quegli anni, fino al ventennio buio del fascismo, non vengono riportati, ma da allora a oggi l’Unione Femminile non ha mai cessato di esistere e fornire il proprio supporto sul territorio”.

mostra suffragio femminile palazzo bovara (17)“Le parole chiave per raccontare la storia della legalizzazione del voto rosa sono queste: dovere, diritto; concessione e conquista; uguaglianza e differenza – introduce Anna Maria Isastia, docente dell’Università Sapienza – e la motivazione alla base della negazione al voto fino al 1946 è dovuta alla forte sedimentazione culturale dei paesi più restii, infatti i primi paesi a concedere tale diritto sono stati Australia e Nuova Zelanda, entrambi di recente costituzione”.

Con l’Unità d’Italia nel 1861 iniziarono le attivazioni sul suolo italiano per ottenere il suffragio femminile, nonostante il sud fosse più restio. Tutto ciò venne poi cancellato dal fascismo e si riprese a lottare per il voto nel dopoguerra, “di conseguenza tale diritto è stato una concessione di De Gasperi e Togliatti, non una conquista”.

Le donne si sono battute a lungo per l’uguaglianza dei diritti, ma uomini e donne sono differenti. Non basta il raggiungimento dell’uguaglianza giuridica, occorre anche il riconoscimento delle proprie diversità.

Martina Panzeri

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