LA POLTRONA CHE NESSUNO VUOLE:
PER IL DOPO POLANO IN PROVINCIA
GHEZZI, POLTI, ‘PROF’ FASOLI O….?

LECCO – Ne abbiamo parlato come della famosa “sóra Camilla, che tutti la vònno e nisuno se la piglia“. E nel frattempo non è che la questione sia cambiata, malgrado la scadenza di fine ottobre per l’elezione del nuovo presidente di Villa Locatelli si avvicini sempre più.
Anzi.

Quella benedetta poltrona a capo della derelitta Provincia di Lecco, non la vuole proprio nessuno. O quasi.

Partiamo da un presupposto politico, frutto di un ragionamento che è nostro ma trova sponde tra gli addetti ai lavori: quello scranno lo occuperà un appartenente al centro destra – allargato -, dunque un sindaco, questo è un obbligo di legge, proveniente da Forza Italia o Lega.
Perché a fronte di un consiglio che rimarrà inalterato ancora per un po’ e “spaccato” (sei membri di centro sinistra, altrettanti del fronte opposto), il nuovo presidente dovrebbe risultare in alternanza rispetto a quello di oggi, Flavio Polano collocato in area PD.

Chiarita questa pre-condizione, resta la non facile impresa di trovare un candidato che “volenterosamente” si metta a disposizione, scegliendo di andare ad occupare un incarico che è gratuito, pieno di oneri e con pochissimi onori, connesso a una situazione complessa come quella del pareggio 6-6 di cui sopra, alla guida di un ente morente e comunque asfittico, al centro di grane polemiche critiche e quant’altro.

Come dire: ce ne vuole a “desiderare” una poltrona come quella.
Eppure…

Eppure pare proprio che almeno un “volontario” quasi entusiasta ci sia. Il suo nome è Riccardo Fasoli, giovane rampante sindaco di Mandello che potrebbe piacere anche fuori dall’ambito del centro destra ma che proprio “tra i suoi” sembrerebbe trovare qualche oppositore. “Il professore” lo chiama qualche esponente di centro destra, ironizzando su una certa presunta predisposizione a primeggiare nella classe e ad appuntarsi “medaglie” (politiche e amministrative) sul petto.

A fronte di uno che vorrebbe ma non si sa se alla fine potrà, c’è pure un primo cittadino sempre delle sponde del lago che, al contrario, pare essere in grado (“è un pensionato, tra i pochi a potersi permettere ‘sto peso…”) ma non è chiaro se desideri correre per la presidenza. Parliamo di Bruno Polti da Oliveto Lario – che a differenza di Fasoli rappresenta però un centro piccolissimo.

Saprà convincere tutto il fronte in grado di sostenerlo, tra la “sua” Forza Italia e i leghisti del Lecchese?

Infine il convitato di pietra. O meglio la grande speranza non facile da trasformare in solida realtà.
C’è infatti un sindaco che ha molte caratteristiche vincenti: guida una città vera e propria, è della Lega ma non dispiace al resto della destra, ha appena trionfato nell’ultima tornata amministrativa. Perfetto, insomma.
Ma che Marco Ghezzi, borgomastro di Calolziocorte, abbia tanta voglia di cimentarsi nel ruolo nessuno lo può dare per certo, anzi. Radio Provincia tende a escludere questa evenienza, spostando dunque su altri papabili la potenziale, scomoda candidatura.

E l’analogo ragionamento vale come anticipato da questo giornale per un altro primo cittadino tirato per la giacchetta dai vertici dell’area politica (Antonio Rusconi from Bellano).

A conferma, se mai ve ne fosse bisogno, della famosa teoria della Sora Camilla

S .T.

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PROVINCIA/COME LA SORA CAMILLA TUTTI LA VOGLIONO (O QUASI) MA NESSUNO CHE SE LA PIGLIA…

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