LA SOLITUDINE DEGLI INTERNAUTI:
ARRIVA L’AUTOMONITORAGGIO

Uno studio afferma che l’uso dei social entro un limite di minuti riduce i rischi di ansia o depressione. 43 milioni di italiani, ovvero, il 73% della popolazione usa internet per non meno di 6 ore al giorno (fonte: Digital). A tenerci maggiormente occupati sono: Youtube (62%), Facebook (60%), WhatsApp (59%), Facebook Messenger (39%), Instagram (33%), Google+ (25%) e Twitter (23%).

Ma una novità che non tutti conoscono è l’”autocontrollo social”; il primo ad introdurlo è stato Facebook, seguito da Instagram e poi Youtube.
Si tratta ovviamente di grandi piattaforme che cercano un equilibrio tra la smisurata opportunità di navigare per ore ininterrottamente, e la possibilità di monitorare la propria (quella degli utenti) attività online, conoscendo e rendendosi conto del tempo che si passa sul web e potendo fissare anche un tetto massimo di navigazione.
Cupertino ha introdotto questi nuovi strumenti dichiarando che ci tiene che il tempo speso su Facebook dai suoi utenti non sia misurabile tanto quantitativamente quanto qualitativamente.

Automonitoraggio, ecco la parola d’ordine dei prossimi anni. Teniamo tuttavia presente che agli internauti, specialmente quelli che amano il gaming e che frequentano i casino online, la possibilità di “automonitorarsi” era nota da tempo. Impostare una soglia di spese, un budget settimanale è possibile già da qualche anno sui siti di gioco accreditati all’AAMS.

A sostegno di tali pratiche volte all’autocontrollo, esistono studi che affermano che un uso limitato di social e intrattenimento in rete si traduce in una netta riduzione di ansia e depressione.
È stata l’Università della Pennsylvania, a Filadelfia, che ha preso in esame le statistiche di tre big dei social network: Facebook, Instagram e Snapchat. E i risultati di tale ricerca sono pubblicati e liberamente consultabili su il Journal of Social and Clinical Psychology.

Non ci resta che approfondire lo studio e fare le nostre valutazioni per scoprire poi, magari, che si tratta semplicemente di darsi una misura. Perché gli eccessi, già lo sapevamo, non portano mai nulla di buono.

 

Pubblicato in: Economia

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