HO SCRITTO “T’AMO”
SULLA MAGLIA: IL RITORNO
DELLE T-SHIRT STAMPATE

Era il 2016 quando, sulla passerella di una sfilata Dior, una modella sfoggiava una t-shirt con lo slogan “We should all be feminists” (“Tutti dovremmo essere femministi”).

Segno del ritorno di una moda molto anni ’90, quella di indossare magliette con degli slogan; così la moda diventa un messaggio, ironico, intelligente, stupido o anche molto impegnato: come nel caso della maglia indossata nel 1984 dalla stilista inglese Katharine Hamnett in occasione di un incontro con Margaret Tatcher, la quale recitava “58% don’t want pershing” (“Il 58% non vuole i missili Pershing”).

Ma già negli anni ’70 le magliette venivano utilizzate per veicolare un messaggio di qualche tipo; è infatti allora che Milton Glaser crea il marchio “I love NY”, capostipite delle magliette-souvenir, portate a casa al posto della classica “cartolina” quando si tornava da un determinato luogo.

Oggi questa moda vive una seconda giovinezza, e compare, di nuovo, sulle passerelle, per le strade, nelle piazze e sugli schermi televisivi. Qualche giorno fa, per contrastare il decreto sulla Legittima difesa, il senatore del Pd Davide Faraone, si è presentato in diretta televisiva su SkyTg24 con una t-shirt che recitava “Salvini sei solo un pistola” e ancora, “Sì alla sicurezza, no alle armi in casa”.

Un modo sicuramente simpatico per dire un deciso NO a quello che – a detta di Faraone – è un decreto molto pericoloso che va assolutamente contrastato. Importante anche l’utilizzo delle t-shirt fatto recentemente dallo Zonta Club di Sanremo, costola dell’associazione nata a Buffalo nel 1919 e poi giunta in 69 paesi, compresa l’Italia, che promuove e difende il lavoro femminile. Durante una gara di coastal rowing alla Canottieri Sanremo, l’associazione ha consegnato decine di t-shirt con lo slogan “Via le mani”, contro ogni genere di violenza subita dalle donne. Tutto ciò con lo scopo di sensibilizzare, a livello nazionale e internazionale, alla protezione dei diritti umani e civili di donne e bambine.

Iniziative che rischiano di essere anche molto, molto importanti, quindi, ma soprattutto che sono alla portata di tutti. Per avere nel proprio guardaroba delle magliette personalizzate non serve andare da Dior oppure partecipare o vincere gare: bastano una connessione a internet e pochi click per ordinare la nostra t-shirt, con lo slogan che più ci piace.

Per promuovere la nostra azienda, per farci una risata e farla fare a tutti coloro che incontreremo per strada, oppure per cercare di salvare – anche solo un poco – questo nostro mondo.

 

 

Pubblicato in: Economia

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