DOMANI SCIOPERO GENERALE
DELLE COSTRUZIONI: IN 1800
DALLA LOMBARDIA A ROMA

LECCO – Anche le delegazioni lecchesi di FenealUil, Filca Cisl, Fillea Cgil parteciperanno allo sciopero di domani che coinvolgerà il comparto delle costruzioni. Per tutta la giornata si fermeranno i cantieri, le fabbriche del legno e dell’arredo, le cave e le fornaci, le cementerie, con migliaia di lavoratori e disoccupati che manifesteranno a Roma a sostegno “delle proposte concrete e fattibili su cui il Governo non vuol confrontarsi” – afferma una nota sindacale.

“Per rilanciare il Paese occorre una politica industriale in grado di sostenere e dare sviluppo all’intera filiera delle costruzioni: dall’edilizia ai materiali, dal settore del legno e arredo al cemento, dai lapidei al settore dei laterizi. Abbiamo chiesto un tavolo a Palazzo Chigi per dare una risposta agli oltre 600mila persone che hanno perso il lavoro e al milione che rischia di perderlo” spiegano le segreterie locali dei sindacati edili. “A Lecco, negli ultimi 10 anni, siamo passati da 1.184 imprese a 754 con gli iscritti alla Cassa Edile che sono scesi da 6.318 agli attuali 3.286. Questo trend va fermato e vanno recuperati i posti di lavoro”.

Per questo Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil chiedono:

• Tavolo di crisi del settore, da istituire a Palazzo Chigi;
• Nuovo piano di investimenti per avviare le opere;
• Completamento delle opere incompiute;
• Revisione mirata del Codice Appalti;
• Sistemi di qualificazione delle imprese;
• Rafforzamento del Durc con la congruità;
• Qualificazione delle stazioni appaltanti;
• Contrasto al dumping contrattuale;
• Istituzione di un Tavolo interministeriale per il lavoro nel settore dei materiali da costruzione;
• Nuovi incentivi sulla Formazione;
• Rafforzamento degli incentivi per ristrutturazioni, anti-sismico, risparmio energetico, bonus mobili;
• Misure per favorire la ricerca tecnologica nei settori cemento, legno, lapideo, laterizio;
• Interventi per incentivare l’utilizzo delle pietre e dei materiali locali;
• Misure per le politiche abitative;
• Messa in sicurezza del territorio, contro i rischi sismici ed idrogeologici;
• Misure per il recupero, le ristrutturazioni, la riqualificazione urbana;
• Messa in sicurezza degli edifici pubblici;
• Fondo nazionale di garanzia creditizia per la competitività delle imprese;
• Interventi sul sistema bancario per sostenere le imprese che operano per la PA (riducendo i tempi lunghi di pagamento);

 

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