STORIE DELLA LINGUA ITALIANA:
RINO GAETANO LO FA, L’ASPETTI

chi la fa l aspettiChi lo fa, l’aspetti. Lo: pronome personale, maschile, terza persona singolare, di complemento, forma atona. Ma chi è questo “lo”? I pronomi, si sa, sono adibiti alla sostituzione di un nome, ma quale? Cosa ci si deve aspettare e cosa si deve fare per aspettarselo?

Chi fa un palleggio, si aspetti di non prendere una traversa. Chi fa l’amore senza contraccettivo si aspetti il triplete. Chi fa la polvere dal balcone del terzo piano si aspetti che quello del quarto decida di innaffiare i fiori proprio nello stesso momento. Chi fa le audizioni per Uomini e Donne si aspetti un futuro alla stregua di Mike The Situation e Snookie Polizzi. Chi fa sogni di gloria si aspetti realtà nell’anonimato. Chi fa l’indiano si aspetti il disprezzo dei coloni. Chi fa il contadino si aspetti la diffida dei crudisti, logori del loro eccessivo rispetto per le verdure. Chi fa la spia si aspetti il disconoscimento di Maria. Chi fa cilecca si aspetti un ‘e allora lecca’. A chi suda, chi lotta e chi mangia una volta, che si aspettino una morte rapida e probabilmente non indolore. Chi prende assai poco si aspetti, anzi si consoli, siamo tutti sulla stessa barca. Chi beve un bicchiere, chi solo ogni tanto, chi tutte le sere, vi aspettiamo, per gli alcolisti anonimi la terza porta in fondo al corridoio a destra. Chi cita Rino Gaetano, si aspetti che Gianna, a mano a mano, abbia un fiuto eccezionale per il tartufo e un coccodrillo ed un dottore, ma che non abbia nemmeno un minuto per fare l’amore.

Rino_gaetano_2Ma Gianna forse un paio di minuti ce li avrebbe, se solo si pensasse che non è “Chi lo fa” ad aspettarsi qualcosa, ma “Chi la fa, l’aspetti”, quindi Gianna, tra dottori, feste, tesi, illusioni, Mario e Gino, ora ha ben chiaro che chi la fa (la bovina) se l’aspetti (di non avere più nemmeno un minuto per fare l’amore).

La: pronome personale, femminile, terza persona singolare, di complemento, forma atona. Chi la fa, l’aspetti. Ma chi fa cosa? Chi la (una brutta azione) fa contro una persona, deve aspettarsi un comportamento simile anche nei propri confronti.

Almeno una volta, rispettiamo i femminili. In un mondo linguistico-grammaticale governato dal “falso-neutro maschile” è la rivincita delle donne. Perché se “Chi la fa, l’aspetti”, si sa che il più delle volte a farla pagare siamo proprio noi del gentil sesso.

Martina Panzeri

 

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