LETTURE DA SPORTIVI:
TRE LIBRI D’ARRAMPICATA
RECENSITI DA FRIGERIO

LECCO – Pubblichiamo di seguito le recensioni di tre libri per gli amanti dell’arrampicata, a cura di Renato Frigerio del Gruppo Gamma, autentica “memoria storica” dell’alpinismo lecchese e non solo.

Valchiavenna rock 71 falesie. Valchiavenna, Valle Spluga, Val Bregaglia ed Engadina
di Simone Manzi

400 pagine – copertina con 2 alette – foto, disegni e mappe a colori
formato cm. 21×15 – Euro 32
Collana “Luoghi Verticali” – Edizioni Versante Sud

Si avvertiva ormai la necessità di una guida che agevolasse il nutrito stuolo di appassionati che già adesso frequentano le falesie che abbondano in Valchiavenna, e che da qui proseguono verso la Valle Spluga, Val Bregaglia e Engadina. Evidentemente il giovane autore di questa guida era la persona che meglio si prestava per portare a termine un lavoro che includesse al completo le principali falesie – ne ha individuate ben 71 -, per proporne insieme tante bellissime vie di arrampicata. Simone Manzi era in grado di farlo perché in questa zona è di casa e nello stesso tempo l’arrampicata ce l’ha nel sangue, ma in aggiunta ha saputo avvalersi della collaborazione di ben 11 arrampicatori che sulla stesse falesie hanno lasciato molte impronte nell’apertura delle tante vie che nella guida vengono descritte, diventandone in un certo senso i protagonisti.

Anche grazie al loro contributo il volume acquista un’ulteriore garanzia per gli appassionati che potranno impegnarsi su ogni via con la certezza di vivere in assoluta sicurezza nuove eccitanti esperienze.

1001 Consigli per l’arrampicata – Dall’arrampicata su ghiaccio, roccia e big-wall a dieta, allenamento e sopravvivenza in montagna
di Andy Kirkpatrick

240 pagine – copertina a 2 ante – fotografie a colori, illustrazioni b/n
formato cm. 22,5×19 – Euro 34
Collana “Performa” – Edizioni Versante Sud

Potremmo giudicare contraddittorie due affermazioni che l’autore ci fa trovare nell’introduzione di questo suo volume, quando prima ci dice che “l’arrampicata è uno sport semplice e che, con sufficiente tempo, la maggior parte dei praticanti riuscirà ad imparare autonomamente come fare in pratica ogni cosa”: e poi, subito dopo, si chiede “perché allora scrivere un libro con dentro mille consigli?” Tra i vari motivi che giustificano il suo non lieve impegno per indicare una mole di raccomandazioni, ci può sembrare di trovare questo, come più significativo per chi si avvicina alla pratica dell’arrampicata: “un novizio comincerà ad apprezzare la rilevanza di alcuni di questi consigli soltanto con il tempo, mano a mano che progredisce”.

Ma è forse da questo arguto inciso che veniamo introdotti a conoscere la caratteristica di un libro che sembrerebbe avanzare presuntuose pretrese di saccenteria, mentre invece ci può essere molto da apprendere da Andy Kirkpatrick, che possiede un lungo bagaglio di prestigiosi risultati come alpinista, ma che insieme vanta meriti non indifferenti come scrittore di opere multipremiate sui temi dell’alpinismo e della montagna. In considerazione della sua particolare competenza, maturata in tanti anni di esperienza in montagna, dove ha sfruttato la sua capacità di osservare ed analizzare ogni cosa in profondità, non sarà certamente superfluo per chi frequenta la montagna scorrere, riflettendo, tra l’uno e l’altro del suo migliaio di consigli. La stessa lettura potrà risultare interessante, perfino divertente, anche per chi in montagna proprio non si sente di andare.

Potrebbe bastare che uno solo dei consigli letti nel libro di Andy Kirkpatrick risultasse determinante al momento giusto, per rivolgere a lui un pensiero riconoscente e per benedire il giorno in cui si è preso in mano il suo volume. Gli argomenti presi da lui in considerazione non lasciano comunque nulla in disparte: a partire dalle nozioni di base, per proseguire poi con sicurezza, grandi pareti, ghiaccio, misto, montagna, allenamento, e chiudere umoristicamente con “altra roba”.

Shiva’s Lingam – Viaggio attraverso la parete Nord-Est
di Enrico Rosso con brani dal diario di Fabrizio Manoni

128 pagine – copertina con 2 ante – fotografie a colori e in b/n
formato cm. 23×15,5 – Euro 19,90
Collana “I Rampicanti” – Edizioni Versante Sud

Era appena cominciata l’estate del 1986, quando tre giovani alpinisti piemontesi raggiungevano la vetta della granitica piramide dello Shivling, una delle montagne himalayane del Garhwal più prestigiose, arrampicando in pure stile alpino e realizzando la prima ascensione assoluta della sua parete Nordest. Si trattava senza dubbio di un’impresa storica, che ha richiesto 8 gironi di ascensione, tuttavia come una di quelle che in gran parte vengono purtroppo dimenticate. Nemmeno possiamo sapere, ad oltre trent’anni di distanza, quale fu la risonanza di questo rilevante successo. Per il protagonista, se così si può chiamare l’autore del volume che, dei tre, era stato l’ideatore e l’organizzatore della spedizione, era stata questa anche la sua prima esperienza sulle montagne himalayane. L’importanza dello Shivling, dove la cima raggiunge appena i 6543m in altezza, solo apparentemente poteva venire oscurata dall’imponenza dei relativamente vicini 8000: questa montagna, a detta di Reinhold Messner, nel marzo del 1987, appartiene infatti a quella categoria di vette non altissime, ma dalle forme affascinanti, sulle quali nel futuro si sarebbe sviluppata la corsa alle vette. Questo solo per specificare il non indifferente rilievo di un progetto, che per di più veniva affrontato tenendo doversosamente conto dell’inadeguatezza relativa all’abbigliamento e alle attrezzature tecniche di quegli anni.

Se l’autore di questo libro solo ora ha deciso di raccontare una storia tanto lontana, preferendola ad altre più recenti avventure da lui vissute su tante differenti montagne di ogni continente, dobbiamo attribuirle il significato di un’esperienza che più di ogni altra gli si è scolpita nel cuore.

E comprenderemo che difficilmente sarebbe potuto essere diversamente, dopo aver seguito passo passo il lento avanzare della cordata dei tre alpinisti su un percorso micidiale, dove ripetutamente si sono trovati a subire situazioni di estrema sofferenza, ma ad incontrare da vicino la disperata eventualità di non riuscire a cavarsela per niente.

Viene spontaneo sentirsi coinvolti nelle emozioni che li accompagnano ininterrottamente nella loro faticosa e dolorante arrampicata, seguendola nelle pagine dove spesso vengono introdotti due diversi diari e attraverso le splendide e impressionanti fotografie, che entrano a far parte integrante di un volume che, come scrive Enrico Camanni nella bella prefazione, deve far riflettere sul nostro tempo e sulla crisi dell’avventura, o sulla sua banalizzazione.

Renato Frigerio

 

 

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