FOTOGRAFI TRA LE NUVOLE.
QUANDO L’OBIETTIVO E’ IL CIELO

Ralph-Steiner nuvoleLe nuvole sono adesso: fenomeno naturale del qui e ora, semplici particelle di acqua o di ghiaccio che nel mondo dell’arte si sono inserite perfettamente, come a cercare di spiegare la nostra visione del mondo, transitorio, sfuggevole e contingente. Visione molto baudelairiana della modernità, ma che troviamo presente già nell’antichità.

Il cielo: una delle prime cose osservate dall’uomo, se non proprio la prima. Proprio anticamente, il rapporto uomo-cielo era incentrato sulla percezione delle nuvole viste come dimora degli dei o delle divinità, elementi sovrannaturali di cui avere timore: Segni di qualcosa di molto più grande, irraggiungibile.

Presenti nell’arte, già nel Medioevo, poi nel Romanticismo, hanno guadagnato sempre più spazio nel quotidiano umano grazie all’Illuminismo. Con le prime mongolfiere galleggianti in aria e con l’invenzione della fotografia era proprio la percezione del cielo e delle nuvole a cambiare, sempre più, verso una “laicizzazione” di questo elemento naturale. Soggetto così fuggevole ed etereo da entrare perfettamente nei pittoreschi paesaggi bucolici, così come nelle stravolgenti avanguardie del ‘900.

Da sempre, comunque, le nuvole sono state legate ai sentimenti, alla psiche e hanno caratterizzato i cieli punteggiati della quotidianità di qualsiasi epoca. Ci hanno pensato poi, la meteorologia e la nefologia a identificarle e classificarle, sospese per galleggiamento nell’atmosfera e solitamente non a contatto con il suolo.

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